Pene d’amor perdute

SCHEDA ARTISTICA

di William Shakespeare
regia Raffaele Romita
Spettacolo durata: 2 h e 10 minuti

Suggestioni di luci e colori, costumi raffinati, un cast di giovani interpreti per una sfarzosa commedia romantica tratta da W. Shakespeare. Lo scontro tra seduzione e castità e il potere travolgente dell’amore; il gioco linguistico e retorico, la comicità di vivaci dialoghi serrati, lo scintillio dell’intelligenza contrapposto alla pedanteria ridicola e all’ignoranza, sono i temi di quest’opera.

La trama principale si snoda attorno alle vicende della Navarra. Il Re invita i suoi due amici più cari, Dumain e Berowne, a sostenere un giuramento molto duro: per tre anni non dovranno pensare ad altro che allo studio, senza frequentare donne. Intanto arriva a corte la principessa di Francia accompagnata da due avvenenti damigelle. Quando viene informata che non potrà essere ospitata presso la tenuta, ma dovrà alloggiare in un accampamento fuori dai cancelli della corte, la principessa prende in giro il Re a proposito del giuramento e gli porge una lettera in cui suo padre, il Re di Francia, fa presente la necessità di raggiungere un accordo tra i due regni su vecchie questioni economiche. Il Re e i suoi amici sono subito colpiti dalla bellezza delle fanciulle: da un lato non vogliono spezzare il giuramento, dall’altro non riescono a negare i propri sentimenti. Berowne scrive poesie a Rosalina, così ognuno scopre i sentimenti dell’altro. Il Re riconosce che il voto è stato infranto e decide che è giunta l’ora di corteggiare apertamente le ragazze. Arriva improvvisa la notizia della morte del Re di Francia. La principessa e il suo seguito devono rientrare in Patria subito. Dopo molte tenerezze, le ragazze fissano un appuntamento: un anno di attesa per mettere alla prova l’amore degli uomini. Scoppia la Grande guerra, e tutti in qualche modo sono coinvolti. Si ritrovano alla fine, riuniti nella pace e nell’amore, con la promessa di un futuro più roseo non molto lontano.

Un commedia sull’amore e sulla conquista dei sentimenti, sebbene non termini con il classico matrimonio tra i personaggi, cosa che la rende atipica rispetto ad altri lavori del Bardo e, quindi, molto intrigante da mettere in scena. In Pene d’amor perdute la delicata elegia dei sentimenti sospesi e del tempo che fugge e che incombe insidioso sugli impalpabili equilibri dell’esistenza umana ha tutte quelle caratteristiche di tenue malinconia e di scintillante ambiguità che ci fanno considerare così «moderne» le commedie di Shakespeare. E’ un’opera divertente, che ci permette di sorridere di situazioni non facili. Non c’è politica, né ideologia, in Pene d’amor perdute c’è umanità, qualcosa che ci dice che dobbiamo saper accettare la vita come viene.

 

 

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